Molte donne non sanno che cosa sia il social freezing. Il proprio ginecologo non ne ha mai parlato. Le amiche nemmeno. A scuola, figuriamoci. E non è una questione che riguarda solo le più giovani: l’informazione sulla fertilità femminile arriva spesso tardi, in modo frammentario, o non arriva affatto.
Eppure la fertilità non è un tema lontano. Non riguarda solo chi sta già affrontando una difficoltà o chi ha un progetto di maternità definito. Fa parte del rapporto che ogni donna ha con il proprio corpo, con il tempo, con le proprie possibilità.
Parliamone nasce da qui. È il nuovo format podcast di MeggyCare: uno spazio in cui si parla di social freezing, ma anche di fertilità, infertilità, maternità consapevole, PMA e di tutto quello che può emergere quando si inizia a interrogarsi sul proprio futuro riproduttivo. Non per dare risposte uguali per tutte, non per dire cosa sia giusto o sbagliato fare, ma per portare alla luce domande che spesso restano implicite: quanto conosco davvero la mia fertilità? Quando ha senso iniziare a informarsi? Il social freezing è una possibilità che mi riguarda?
Senza informazioni è difficile anche solo farsi le domande giuste. E quando un tema resta fuori dalle conversazioni quotidiane, rischia di sembrare più complicato o più lontano di quanto sia. Parliamone nasce per ridurre questa distanza con un linguaggio accessibile, senza tecnicismi inutili, senza la sensazione di essere fuori luogo nel fare certe domande. Perché parlare di fertilità non significa necessariamente avere già un progetto di maternità. Significa, prima di tutto, sapere.
Le puntate
Il podcast “Parliamone by MeggyCare” è uno spazio in cui fertilità e social freezing smettono di essere tabù, con storie vere e senza filtri!
Tra gli ospiti:
- Ines Makula, imprenditrice e podcaster, che ha intrapreso un percorso di fecondazione in vitro a Londra (episodio 1)
- Alice Farella Monti, imprenditrice e autrice, che ha scelto di congelare i propri ovociti a 38 anni (episodio 2)
- Anthea Greco, che ha deciso di preservare la sua fertilità in Spagna (episodio 3)
- Beatrice Melito, avvocata, che ha dovuto scegliere di affrontare un secondo ciclo di social freezing dopo il primo (episodio 4)
- Maria Vittoria e Vittoria, due studentesse universitarie, che portano il punto di vista della Gen Z tra consapevolezza, dubbi e nuove priorità (episodio 5)
- Walter Vena, endocrinologo, per approfondire il tema della fertilità anche dal punto di vista maschile (episodio 6)
Attraverso esperienze personali, testimonianze autentiche e il contributo di professionisti, il podcast vuole offrire uno spazio di confronto aperto e informato su temi che riguardano sempre più persone, ma di cui si parla ancora troppo poco. Perché prendere decisioni consapevoli sul proprio futuro riproduttivo è più semplice quando si hanno accesso a informazioni corrette, esempi concreti e conversazioni sincere.
Il coraggio (e a volte la leggerezza) di parlarne
A Parliamone prendono parte voci diverse: non solo specialisti o esperti, ma anche persone comuni: amiche, ragazze che ci stanno pensando per la prima volta, donne che ci sono già passate, figure più o meno conosciute. Persone con esperienze diverse, età diverse, consapevolezze diverse. Alcune arrivano con una storia precisa da raccontare, altre con dubbi, paure o semplicemente curiosità.
Il filo rosso non è l’essere esperte, né l’aver già vissuto un percorso complesso o preso una decisione definitiva. È la disponibilità a parlarne, con coraggio e a volte anche con leggerezza, di temi che troppo spesso restano chiusi nello studio medico o nella sfera privata.
Fertilità, infertilità, social freezing, maternità consapevole: sono parole che possono intimidire, sembrare tecniche, cariche di aspettative. Ma quando entrano in una conversazione reale, tra persone reali, cambiano forma. Diventano più vicine, più comprensibili, più umane.
Una donna può ascoltare una puntata e riconoscersi in una domanda. Un’altra può scoprire un termine che non aveva mai sentito. Un’altra ancora può rendersi conto che un dubbio che credeva solo suo è, in realtà, molto più comune di quanto immaginasse. Il formato funziona così: storie e testimonianze che aprono spazi di consapevolezza, senza trasformare esperienze personali in modelli validi per tutte.
Perché ogni percorso è diverso. C’è chi vuole diventare madre presto, chi non sa se lo vorrà mai, chi rimanda, chi scopre una difficoltà, chi vuole semplicemente conoscere meglio il proprio corpo. Nessuna posizione è più giusta di un’altra. Ma tutte meritano informazioni chiare.
Parliamone non nasce per convincere. Nasce per creare uno spazio in cui sentirsi autorizzate a fare domande.
La prima piattaforma in Italia sul Social Freezing
- Test della fertilità in cliniche certificate
- Supporto digitale e consulenze one-to-one
- Matching trasparente con centri PMA
- Prezzi accessibili
Quando il social freezing sembra una cosa “da grandi”
In una delle scorse puntate di Parliamone, ospiti del podcast sono Maria Vittoria e Vittoria, 23 anni, che fino a pochi mesi prima non avevano mai sentito pronunciare la parola “social freezing”. Non dal ginecologo, che tra l’altro condividono e che non aveva mai “tirato fuori” l’argomento. Non all’università. Non nei luoghi in cui, oggi, ci aspetteremmo di intercettare almeno qualche informazione. La parola era arrivata a loro quasi per caso, grazie a un passaparola partito da una delle co-founder di MeggyCare.
Il loro punto di vista è interessante proprio perché è molto comune. A 23 anni il social freezing può sembrare qualcosa di lontano, quasi fuori tempo. Una possibilità che riguarda donne più grandi, persone che hanno già incontrato problemi di fertilità o chi sta facendo i conti con una decisione urgente. In altre parole: una cosa che riguarda sempre qualcun altra.
Durante la conversazione, però, questo immaginario comincia a cambiare. Non perché qualcuno provi a convincerle. Non perché venga presentata una scelta come migliore di un’altra. Ma perché, domanda dopo domanda, emergono informazioni che prima semplicemente non c’erano.
Le due ragazze scoprono che prima ancora di parlare di congelamento degli ovociti si può partire da qualcosa di molto più semplice: una valutazione della fertilità, fatta attraverso esami del sangue ed ecografia. Scoprono che esiste una riserva ovarica, che può essere valutata, e che informarsi a 23 anni non significa prendere subito una decisione, ma avere più tempo per capire.
Perché spesso il problema non è il rifiuto di un tema. È la mancanza di contesto. Se nessuno ti ha mai spiegato che cos’è il social freezing, è normale percepirlo come qualcosa di distante, invasivo o riservato ad altre persone. Se nessuno ti ha mai parlato di riserva ovarica, è normale non sapere che può essere valutata. Se nessuno ti ha mai detto che la fertilità cambia nel tempo, è normale immaginare che certe domande possano aspettare.
Le due ragazze escono dalla conversazione con qualcosa in più. Una con la decisione di fare una valutazione della fertilità con MeggyCare. L’altra con una frase: “solo gli stupidi non cambiano idea.”
Non serve persuadere. A volte basta creare lo spazio giusto per fare domande.
Parlare di fertilità fuori dallo studio medico
Quello che emerge dalla puntata con Maria Vittoria e Vittoria è anche quanto sia ancora difficile portare certi argomenti fuori dallo studio medico.
Parlare di social freezing con i genitori può trasformarsi in una discussione a tavola in cui ci si ritrova a difendere scelte che, magari, non si è ancora nemmeno deciso di prendere. Tirarlo fuori all’aperitivo con le amiche rischia di cadere nel vuoto, o al massimo di ricevere un “figo” prima di cambiare argomento.
Il problema non è sempre disinteresse. Spesso è mancanza di familiarità. Senza informazione, certi temi sembrano distanti, complicati, riservati ad altre persone o ad altri momenti della vita. La fertilità viene percepita come qualcosa di cui occuparsi solo quando si vuole un figlio. Il social freezing come una scelta estrema, elitaria o “da adulte”. La valutazione della fertilità come un controllo da fare solo se c’è già un problema.
Ma la salute riproduttiva non dovrebbe entrare nella vita delle donne solo quando diventa urgente. Parlarne prima non significa vivere con ansia il proprio corpo, né anticipare problemi che potrebbero non arrivare mai. Significa non arrivare impreparate davanti a informazioni che avrebbero potuto essere utili molto prima.
È questo il ruolo che Parliamone vuole avere: accompagnare una conversazione culturale prima ancora che clinica. Puntata dopo puntata, il format prova ad avvicinare temi che per troppo tempo sono rimasti ai margini del discorso pubblico.
Parlare di fertilità non significa avere già un progetto di maternità. Parlare di social freezing non significa voler congelare gli ovociti domani. Significa, semplicemente, potersi fare domande.
E forse è proprio questo il punto più importante: non tutte le donne faranno le stesse scelte, ma tutte dovrebbero avere accesso alle informazioni per poterle fare davvero.
Conclusione
Parliamone è il nuovo format podcast di MeggyCare dedicato a fertilità, social freezing, fertilità, maternità consapevole e benessere riproduttivo.
Uno spazio in cui voci diverse si incontrano per fare informazione in modo semplice, reale e accessibile. Non per dare una risposta unica, ma per aprire domande nuove. Non per convincere, ma per rendere ogni scelta più consapevole.
Perché parlare è già un primo passo. E quando si parla davvero, anche un tema che sembrava lontano può diventare più chiaro, più vicino, più nostro.
Parliamone è disponibile su Spotify e YouTube. Per saperne di più o iniziare una valutazione della fertilità, visita MeggyCare.com.


