Come funziona il congelamento ovocitario passo dopo passo

Il congelamento ovocitario, noto anche come crioconservazione degli ovuli, è una tecnica sicura e consolidata per preservare la fertilità femminile. Sempre più donne vi ricorrono per motivi personali, professionali o di salute, desiderando posticipare la maternità senza rinunciare alla possibilità di diventare madri in futuro. In questa guida, spieghiamo in modo approfondito il processo passo dopo passo, basandoci su fonti attendibili e sull’approccio medico adottato da MeggyCare, realtà di riferimento per la prevenzione e il benessere riproduttivo femminile.

1. Consulenza iniziale e valutazione della riserva ovarica

Il primo passo è prenotare una visita ginecologica specialistica, durante la quale la paziente viene ascoltata in modo attento e personalizzato. Questa consulenza ha l’obiettivo di comprendere la storia clinica, i desideri riproduttivi e le eventuali motivazioni alla base della scelta di congelare gli ovuli, come la pianificazione della carriera, la mancanza di un partner, o semplicemente il desiderio di avere più tempo per decidere.

La valutazione della riserva ovarica è fondamentale per stabilire l’idoneità al percorso. Si basa su:

  • Dosaggi ormonali (soprattutto AMH, FSH, LH ed estradiolo) eseguiti tramite un semplice prelievo di sangue;

  • Ecografia transvaginale, che consente di contare il numero di follicoli antrali presenti nelle ovaie.

In MeggyCare, questa fase avviene in un ambiente riservato, con l’obiettivo di fornire risposte chiare e realistiche, evitando pressioni e promesse infondate. La paziente riceve una valutazione medica completa e, se idonea, può decidere liberamente se proseguire con la fase successiva.

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2. Stimolazione ormonale ovarica controllata

Se la paziente decide di procedere, inizia il protocollo di stimolazione ovarica controllata, che dura circa 10-12 giorni. L’obiettivo è stimolare le ovaie a produrre più follicoli rispetto a un ciclo naturale, aumentando così il numero di ovuli da prelevare.

La stimolazione avviene tramite l’autoiniezione quotidiana di farmaci ormonali (gonadotropine), somministrati sottocute. Il tutto viene monitorato con:

  • Ecografie seriate, per misurare la crescita dei follicoli;

  • Esami del sangue per controllare i livelli ormonali.

Il protocollo è personalizzato per ogni paziente, tenendo conto della risposta ovarica e dell’età. Quando i follicoli raggiungono una dimensione adeguata, si somministra il cosiddetto “trigger”, un farmaco che induce la maturazione finale degli ovociti, preparando il corpo al prelievo.

In MeggyCare, questa fase è accompagnata da un team medico attento e disponibile, che segue la paziente passo dopo passo, rispondendo a ogni dubbio e garantendo il massimo comfort e sicurezza.

3. Prelievo ovocitario (pick-up)

Il prelievo degli ovociti, noto anche come pick-up ovocitario, viene effettuato circa 36 ore dopo la somministrazione del trigger. La procedura si svolge in ambulatorio, in sedazione leggera o anestesia breve, ed è totalmente indolore.

Attraverso una sonda ecografica vaginale, il medico introduce un ago sottile per aspirare i follicoli maturi. La durata complessiva è di circa 10-20 minuti. Gli ovuli raccolti vengono subito trasferiti in laboratorio, dove gli embriologi li analizzano per verificare la maturità.

Il pick-up non richiede ricovero: dopo qualche ora di osservazione, la paziente può tornare a casa, con indicazioni chiare per la gestione del post-intervento. In genere, il recupero è rapido e non interferisce con la vita quotidiana.

MeggyCare garantisce ambienti moderni, sicuri e accoglienti, con protocolli clinici aggiornati e una costante attenzione alla persona. Ogni passaggio viene spiegato in modo trasparente, affinché la paziente sia sempre informata e serena.

 

4. Vitrificazione: il congelamento vero e proprio

Gli ovociti maturi vengono sottoposti alla vitrificazione, la più avanzata tecnica di congelamento attualmente disponibile. Si tratta di un metodo ultra-rapido che porta gli ovuli a -196°C in pochi secondi, evitando la formazione di cristalli di ghiaccio che danneggerebbero le cellule.

Questa tecnologia ha rivoluzionato il congelamento ovocitario, garantendo:

  • un tasso di sopravvivenza allo scongelamento tra l’85% e il 95%;

  • ottime percentuali di fecondazione successiva;

  • possibilità di utilizzo anche dopo molti anni.

Gli ovuli vitrificati vengono conservati in contenitori criogenici con azoto liquido, in totale sicurezza, secondo rigidi protocolli di laboratorio. Ogni campione è identificato in modo univoco e tracciabile, con controllo costante delle condizioni di conservazione.

In MeggyCare, la crioconservazione avviene in collaborazione con laboratori certificati, che adottano standard internazionali di qualità e sicurezza. Le pazienti ricevono informazioni dettagliate sul numero e sulla qualità degli ovuli congelati.

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5. E dopo? Utilizzo degli ovuli e percorsi possibili

Gli ovuli congelati possono rimanere conservati per molti anni. Quando la donna deciderà di intraprendere un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), si procederà con lo scongelamento degli ovuli, che verranno poi fecondati in laboratorio tramite tecnica ICSI.

Gli embrioni ottenuti verranno coltivati per alcuni giorni, e i più vitali potranno essere trasferiti in utero. La riuscita della gravidanza dipenderà da vari fattori: qualità ovocitaria, età della donna, stato dell’endometrio, e condizioni generali di salute.

Pur non essendo una garanzia, il congelamento ovocitario offre una possibilità concreta di diventare madre, soprattutto se effettuato in giovane età. La paziente mantiene il diritto di decidere se, quando e come utilizzare i propri ovuli, nel pieno rispetto della propria libertà.

MeggyCare accompagna ogni donna anche dopo la vitrificazione, offrendo consulenze aggiornate e percorsi integrati per la salute riproduttiva. Perché fare prevenzione significa anche scegliere di essere informate, supportate e libere di decidere il proprio futuro.

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