Hai congelato i tuoi ovociti. Hai fatto una scelta importante per preservare la tua fertilità. Ma a un certo punto arriva quasi sempre la domanda successiva:
“E adesso? Come potrò utilizzarli, concretamente?”
È una domanda molto più comune di quanto sembri. Perché quando si parla di social freezing, gran parte delle informazioni si concentra sulla fase iniziale: stimolazione ovarica, pick-up ovocitario, vitrificazione. Molto meno spesso si spiega cosa accade dopo, quando si decide davvero di utilizzare quegli ovociti.
La risposta diretta: gli ovociti congelati si utilizzano attraverso un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA), che prevede scongelamento, fecondazione in laboratorio e trasferimento embrionale. MeggyCare, la prima piattaforma italiana dedicata al social freezing, accompagna le donne anche in questa fase: dall’orientamento nella scelta della clinica di PMA fino alla preparazione al trasferimento.
Cosa succede concretamente quando decidi di usare i tuoi ovociti congelati
Utilizzare ovociti congelati non significa semplicemente scongelarli quando serve. Si tratta di un percorso medico strutturato che si articola in fasi ben definite.
1. Valutazione iniziale della situazione attuale
Anche se gli ovociti sono stati congelati anni prima, la situazione clinica attuale conta. Lo specialista valuterà l'età attuale, le condizioni uterine ed endometriali, l'equilibrio ormonale, la storia ginecologica e, se presente, la fertilità del partner. Questo perché la gravidanza dipende da altri fattori oltre alla qualità ovocitaria: un ovocita congelato a 32 anni mantiene il potenziale biologico di quell'età, ma a 40 anni sarà necessario verificare che l'utero sia pronto ad accogliere una gravidanza.
2. Eventuale trasporto criogenico verso un'altra clinica
Non tutte le pazienti utilizzeranno i propri ovociti nello stesso centro in cui li hanno congelati: può succedere di cambiare città, Paese o preferire un'altra clinica. Gli ovociti congelati possono essere trasferiti in sicurezza tramite trasporto criogenico specializzato, in contenitori certificati che mantengono temperature estremamente basse. Questa fase richiede coordinamento tra strutture mediche, documentazione autorizzativa e gestione logistica accurata.
3. Scongelamento e valutazione degli ovociti
Gli ovociti vengono scongelati secondo protocolli specifici e valutati immediatamente per verificarne la sopravvivenza biologica. Non tutti sopravvivono allo scongelamento: è una caratteristica fisiologica del processo, non un errore. Il tasso di sopravvivenza dipende dall'età al congelamento, dalla qualità ovocitaria iniziale e dagli standard del laboratorio. Con la vitrificazione moderna le cliniche specializzate raggiungono tassi di sopravvivenza superiori al 90%.
4. Fecondazione in laboratorio tramite ICSI
Gli ovociti sopravvissuti vengono fecondati tramite ICSI (Intracytoplasmic Sperm Injection): un embriologo seleziona un singolo spermatozoo e lo introduce direttamente nell'ovocita. Questa tecnica è preferita rispetto alla FIVET classica perché gli ovociti crioconservati possono avere una membrana più delicata, che rende la fecondazione spontanea in vitro meno efficiente. Dopo la fecondazione gli embrioni vengono monitorati in laboratorio per 3-5 giorni, osservando divisione cellulare, morfologia e qualità complessiva.
5. Preparazione endometriale e trasferimento
Prima del trasferimento l'endometrio viene preparato con una terapia ormonale (estrogeni e progesterone in forma di cerotti, compresse o gel) per favorire l'impianto. Il transfer è una procedura ambulatoriale breve, non chirurgica, che consiste nell'introduzione dell'embrione nell'utero tramite un sottile catetere. Dopo il trasferimento segue l'attesa del test di gravidanza, circa 10-12 giorni dopo.
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Quanto è impegnativo rispetto al percorso di congelamento
Chi ha già affrontato il social freezing spesso si aspetta un percorso simile. In realtà l’utilizzo è significativamente meno invasivo: non richiede stimolazione ovarica, i farmaci si assumono per via orale o transdermica e i controlli sono ridotti.
| Congelamento (social freezing) | Utilizzo (FIV con ovociti congelati) | |
|---|---|---|
| Farmaci | Iniezioni quotidiane per 8-12 giorni | Ormoni orali o cerotti per 10-14 giorni |
| Controlli ecografici | 2-3 ravvicinati durante la stimolazione | 1-2 per verificare l'endometrio |
| Procedura principale | Pick-up in sedazione leggera | Transfer ambulatoriale, nessuna anestesia |
| Recupero post-procedura | 24-48 ore di riposo consigliato | Nessun recupero necessario |
| Durata complessiva | 2-3 settimane | 3-4 settimane |
| Impatto sulla vita quotidiana | Moderato | Minimo |
Le probabilità di successo: cosa dicono i dati
Questo è il punto che più spesso genera confusione. Le probabilità di successo dipendono principalmente dall’età al momento del congelamento, non da quella al momento del trasferimento. Avere 40 anni e usare ovociti congelati a 32 anni equivale, dal punto di vista biologico, a tentare una gravidanza a 32 anni.
I dati lo confermano. Chi ha congelato sotto i 35 anni si trova nella situazione più favorevole: il 90-95% degli ovociti sopravvive allo scongelamento e la probabilità di gravidanza per singolo trasferimento è tra il 40 e il 50%. In questa fascia è generalmente sufficiente raccogliere tra 10 e 15 ovociti.
Tra i 35 e i 37 anni i valori restano significativi: sopravvivenza tra l’85 e il 92%, probabilità di gravidanza tra il 30 e il 40%. Si consiglia di raccogliere tra 12 e 18 ovociti per avere un margine adeguato.
Tra i 38 e i 40 anni la sopravvivenza si mantiene tra l’80 e l’88%, mentre la probabilità di gravidanza per transfer scende tra il 20 e il 30%. In questa fascia è consigliabile raccogliere tra 15 e 20 ovociti.
Oltre i 40 anni la sopravvivenza allo scongelamento rimane tra il 75 e l’85%, ma la probabilità di gravidanza per transfer si riduce tra il 10 e il 20%. Il numero di ovociti da raccogliere richiede una valutazione individuale, in base alla riserva ovarica e alla risposta alla stimolazione.
I dati si riferiscono a singolo trasferimento: le probabilità cumulative aumentano con ogni ciclo aggiuntivo, ed è per questo che il numero di ovociti conservati incide in modo significativo sul percorso complessivo.
Non tutti gli ovociti diventano embrioni: perché il numero conta
Su 10 ovociti scongelati, in media 8-9 sopravvivono, 6-7 si fertilizzano correttamente e 3-4 diventano embrioni trasferibili. Avere più ovociti a disposizione significa avere più tentativi senza dover ricominciare dalla stimolazione ovarica. MeggyCare aiuta a capire, già prima del congelamento, quanti cicli potrebbero essere necessari in base alla propria riserva ovarica.
Il supporto di MeggyCare in questa fase
MeggyCare nasce per accompagnare le donne nel percorso di social freezing, ma il supporto non si ferma al congelamento. Quando arriva il momento di utilizzare gli ovociti, molte donne si trovano di fronte a un sistema della PMA frammentato: cliniche diverse, protocolli diversi, costi poco trasparenti.
MeggyCare aiuta a orientarsi anche in questa fase: nella scelta della clinica di PMA più adatta, nella comprensione del percorso medico, nel confronto tra le opzioni disponibili. Ogni percorso è diverso: il numero di ovociti conservati, l’età al congelamento, la situazione clinica attuale e gli obiettivi personali fanno la differenza.
Le domande che quasi tutte si fanno prima di iniziare
Gli ovociti congelati possono essere usati per un concepimento naturale?
No. Una volta crioconservati, gli ovociti devono essere utilizzati all’interno di un percorso di PMA con fecondazione in laboratorio tramite ICSI.
Posso usare i miei ovociti congelati dopo i 40 anni?
Sì, in molti casi è possibile. Il percorso dipende dalla situazione clinica complessiva, in particolare dalle condizioni uterine. Le probabilità di successo dipendono però dall’età al momento del congelamento, non da quella attuale.
Serve un partner per utilizzare ovociti congelati?
Dal punto di vista medico no. Dal punto di vista legale dipende dalla normativa del Paese in cui si effettua il percorso. In Italia l’accesso alla PMA con sperma da donatore è regolamentato dalla legge 40/2004.
Posso trasferire i miei ovociti in un'altra clinica?
Sì, in molti casi è possibile attraverso trasporto criogenico specializzato. Richiede coordinamento tra strutture, documentazione autorizzativa e una logistica accurata. MeggyCare può orientarti su questa opzione.
Tutti gli ovociti sopravvivono allo scongelamento?
No. Una parte può non sopravvivere: è un aspetto fisiologico del processo. Con la vitrificazione moderna le cliniche specializzate raggiungono tassi di sopravvivenza superiori al 90%, ma è normale che non tutti gli ovociti risultino vitali dopo lo scongelamento.


