Siamo orgogliose di annunciare che il Corriere del Veneto ci ha dedicato un approfondimento speciale, riconoscendo il ruolo di MeggyCare nel ripensare i tempi e le modalità della maternità attraverso il social freezing. Un segnale importante che conferma come il dibattito pubblico su questi temi stia finalmente evolvendo — e che il nostro approccio, innovativo e fuori dagli schemi, stia suscitando l’interesse che merita.
Un nuovo modo di pensare il tempo della maternità
In un articolo pubblicato lo scorso ottobre sul Corriere del Veneto, si sottolinea il nostro approccio unico al social freezing: non solo una procedura clinica, ma un vero e proprio fertility journey, fatto di consapevolezza, supporto e libertà di scelta.
MeggyCare nasce con un obiettivo semplice ma rivoluzionario: offrire alle donne strumenti concreti per decidere se, quando e come diventare madri, senza pressioni biologiche o sociali. Non entriamo nel percorso medico tradizionale della procreazione assistita, ma creiamo un contesto parallelo dove il tempo biologico può essere “messo in pausa” in modo consapevole, grazie alla vitrificazione degli ovociti.
La nostra piattaforma digitale guida ogni donna passo dopo passo: dalla prima consulenza gratuita, al test della fertilità, fino al supporto clinico e logistico per il congelamento ovuli. Offriamo informazioni chiare, empatia, strumenti pratici e una rete di cliniche partner selezionate.
Essere riconosciuti come “breakaway brand”, ovvero come chi ridefinisce le regole senza limitarsi a seguire un mercato già esistente, è per noi motivo di orgoglio. Significa che stiamo intercettando un bisogno reale e profondo, quello di rivedere i tempi e le modalità della maternità, in un’epoca in cui le donne chiedono di poter scegliere davvero.
Libertà, femtech e benessere professionale: perché il social freezing è un tema attuale
L’articolo sottolinea un punto centrale: il social freezing non è solo una pratica clinica, ma anche un tema di libertà, etica e pari opportunità. Sempre più donne, oggi, vogliono potersi realizzare sul piano personale e professionale, senza dover rinunciare al desiderio di diventare madri. MeggyCare nasce proprio per rispondere a questa esigenza crescente, offrendo una soluzione tecnologica e umana insieme.
Il nostro servizio si inserisce pienamente nella corrente femtech, ovvero l’innovazione tecnologica al servizio della salute femminile. MeggyCare abilita scelte nuove e consapevoli, con un linguaggio semplice, accessibile, mai medicalizzato. Non si tratta solo di congelare ovuli: si tratta di mettere le donne al centro del proprio tempo e delle proprie decisioni, con strumenti pratici e un supporto continuo.
Le imprese stanno iniziando a capire quanto questi temi siano importanti anche per il benessere organizzativo. Sempre più aziende ci contattano per integrare MeggyCare nei programmi di welfare aziendale, offrendo alle proprie dipendenti check-up della fertilità, consulenze personalizzate e percorsi di supporto. È un segno che qualcosa sta cambiando: la salute riproduttiva sta diventando parte del dialogo sulla parità di genere e la leadership femminile.
Per noi, parlare di fertilità oggi significa parlare di equità, di autonomia e di un futuro dove nessuna debba più correre contro il tempo.
Il tempo sospeso: etica, accessibilità e impegno sociale
L’articolo ci invita a riflettere anche sulle sfide etiche e sociali legate al social freezing. Il “tempo sospeso” della maternità può diventare uno spazio di libertà, ma anche un rischio di disuguaglianza se l’accesso resta limitato. È una riflessione che condividiamo profondamente.
Per questo, il nostro impegno non si ferma al servizio offerto: vogliamo contribuire a rendere la preservazione della fertilità accessibile, informata e non discriminatoria. Vogliamo lavorare con aziende, istituzioni, policy maker e comunità per costruire un ecosistema dove il supporto alla genitorialità sia davvero concreto e plurale.
Il nostro obiettivo è anche culturale: normalizzare il social freezing come scelta libera, non come ultima risorsa. Vogliamo far capire che prendersi tempo non è una debolezza, ma una forma di autodeterminazione.
Essere citati in un articolo che tratta il nostro lavoro come un nuovo modello – fuori dagli schemi, capace di sfidare paradigmi consolidati – ci dà forza per andare avanti. È un riconoscimento che ci sprona a continuare con passione, ascolto e innovazione.
Grazie a chi ha colto il senso profondo della nostra missione: trasformare il tempo in uno strumento di scelta, non in una corsa contro la natura.
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