Stefania Serena Monghini, Group General Counsel di Innovo Renewables, ha incontrato MeggyCare a un evento. Il giorno dopo stava già pianificando come portarla in azienda. Questa è la storia di un’iniziativa di welfare aziendale che ha messo la fertilità femminile al centro — e di perché sempre più aziende stanno facendo lo stesso.
La fertilità non è un argomento che si lascia fuori dall'ufficio.
Eppure per troppo tempo è rimasto esattamente lì — fuori. Tra le cose di cui non si parla al lavoro, insieme alle insicurezze, alle domande cercate di notte su Google, alle decisioni rimandate perché nessuno ha mai detto che esisteva un’altra opzione.
MeggyCare in azienda nasce per cambiare questo. Porta informazione medica seria, umana e accessibile direttamente nei luoghi dove le donne trascorrono la maggior parte del loro tempo. Perché è lì — negli anni di maggiore attività professionale — che il tempo biologico passa. Spesso in silenzio. Spesso senza che nessuno lo dica.
Innovo Renewables è stata tra le prime aziende a scegliere di farlo. E Stefania Serena Monghini, Group General Counsel del gruppo, ci racconta come è andata — e perché lo rifarrebbe subito.
Cosa fa MeggyCare in azienda
MeggyCare porta nelle aziende eventi di sensibilizzazione sulla fertilità femminile e maschile: incontri in cui si parla di ciclo mestruale, riserva ovarica, social freezing, preservazione della fertilità. Tutto quello che i medici spesso non hanno tempo di spiegare — e che le donne non sanno nemmeno di poter chiedere.
Non è un servizio medico. È informazione. È aprire una porta che in molte non sapevano ci fosse.
L’obiettivo è far sì che ogni donna che lavora in quell’azienda esca dall’incontro sapendo qualcosa in più su se stessa. E che quella conoscenza le permetta di scegliere — davvero, liberamente.
Innovo Renewables: un'azienda che ha fatto la scelta giusta prima delle altre
Innovo Renewables opera nel settore delle energie rinnovabili. Età media del team: 36 anni. Forte componente femminile. Un’azienda abituata a guardare avanti — e che su questo ha dimostrato di saperlo fare anche sul fronte del welfare.
Quando Stefania Serena Monghini ha incontrato MeggyCare, la decisione è arrivata in un momento.
“È un argomento estremamente sensibile, per me personalmente, e anche per tante persone che mi circondano. Appena ho conosciuto le ragazze di MeggyCare ho pensato: devo portarle in azienda.”
In Innovo esisteva già un percorso strutturato su temi di sensibilizzazione — sportelli di counseling, eventi sulla genitorialità, linguaggio inclusivo e certificazione sulla parità di genere. Aggiungere la fertilità era il passo naturale.
“Per quale motivo non portare anche un evento sulla fertilità? La tematica è sempre più cogente: ogni volta che parlo con qualcuno c’è qualche tema di fertilità. Innovo è un’azienda giovane e la componente femminile è elevata. Ho detto: portiamolo. Se anche solo una persona dovesse scoprire qualcosa di più su se stessa o sul percorso di social freezing e decidesse di farlo grazie a questo evento sarebbe un successo!”
Perché il welfare aziendale sulla fertilità è ancora raro — e perché non dovrebbe esserlo
In Italia, il social freezing non è coperto dal sistema sanitario pubblico. È una scelta personale, privata, e spesso economicamente gravosa. Ed è esattamente qui che le aziende possono fare la differenza.
“Non siamo assistite dal punto di vista pubblico. È importante la sensibilizzazione del singolo — e poi la futura sponsorizzazione a livello aziendale, attraverso sistemi di welfare o con supporto economico, visto che il social freezing ha un impatto economico importante. Tante ragazze non fanno questa scelta perché implica una spesa significativa, e non possono permettersela.”
La sensibilizzazione è il primo passo. Ma Stefania guarda già oltre: se aziende come Innovo normalizzano la conversazione, altre seguiranno.
“Se sensibilizziamo noi — come tante altre aziende — si spera che molte altre realtà vi chiamino per un evento come quello che abbiamo fatto oggi.”
Fertilità e genitorialità: due facce dello stesso discorso
Uno degli errori più comuni nelle policy di welfare è trattare la genitorialità come punto di partenza, dimenticando tutto quello che viene prima. Congedi, flessibilità, supporto psicologico post-parto: strumenti preziosi — ma che arrivano troppo tardi per chi non ha ancora avuto accesso alle informazioni di base sulla propria fertilità.
“Della genitorialità si parla sempre di più, e anche noi abbiamo policy che tutelano questo momento. Ma è importante ricordarci che per arrivare a quel punto ci sono tanti altri passi da fare.”
Passi che molte donne non fanno — non per scelta, ma per mancanza di informazione.
“Tante ragazze non lo sanno. I loro medici spesso non gliene parlano. E quindi sfruttiamo momenti aziendali come questo per sensibilizzare. Far capire alle ragazze che non è un tabù, che se ne può parlare, che anche persone con ruoli apicali ne parlano apertamente: è fondamentale.”
Il limite più importante: il social freezing non è garanzia di gravidanza
Uno degli aspetti più delicati del social freezing è anche quello meno intuitivo: congelare gli ovociti non significa avere la certezza di una gravidanza futura.
Il social freezing permette di conservare ovociti più giovani rispetto al momento in cui potrebbero essere utilizzati, ma il risultato finale dipende da molti passaggi successivi:
- quanti ovociti maturi vengono congelati;
- l’età al momento del congelamento;
- la qualità degli ovociti;
- la sopravvivenza allo scongelamento;
- la fecondazione degli ovociti;
- lo sviluppo degli embrioni;
- la possibilità di impianto;
- la salute generale e uterina al momento della gravidanza;
- eventuali fattori maschili o di coppia.
Questo non rende il social freezing inutile. Al contrario, lo rende una scelta da affrontare con consapevolezza. Può rappresentare un’opportunità concreta, soprattutto se valutata al momento giusto, ma non deve essere comunicata come una “polizza assicurativa” sulla fertilità.
L'informazione è il primo passo per scegliere liberamente
Su questo, Stefania non lascia spazio all’ambiguità.
“Assolutamente sì.”
Portare MeggyCare nella tua azienda
Non serve essere una grande corporation. Non serve avere già un programma di welfare strutturato. Serve la volontà di aprire quella porta.
MeggyCare porta l’evento, la preparazione, l’expertise medica. Tu porti le tue persone.
Vuoi portare MeggyCare nella tua azienda?
Sei qui per te? Anche questo è il posto giusto. Ti aiutiamo a trovare le informazioni, i medici e il supporto di cui hai bisogno per prendere una decisione davvero tua.


