Negli ultimi anni sempre più donne cercano informazioni su social freezing nel welfare aziendale. Non è una moda, ma una risposta concreta a un cambiamento profondo: si diventa madri sempre più tardi, mentre la fertilità femminile segue tempi biologici che non si allineano con quelli della carriera o della vita personale.
In questo contesto, la scelta di Diesel e del gruppo OTB (Only The Brave) rappresenta un punto di svolta nel panorama italiano.
Diesel e OTB: il social freezing entra nel welfare aziendale
Secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto, il gruppo OTB ha deciso di coprire i costi della crioconservazione degli ovociti per le proprie dipendenti, inserendo il social freezing all’interno del piano di welfare aziendale come misura di supporto alla genitorialità.
Una scelta chiara: non incentivare il rinvio della maternità, ma dare libertà di scelta, strumenti concreti e tutele reali alle donne che lavorano.
Questo significa riconoscere che:
la carriera non dovrebbe mai essere un ostacolo alla maternità;
la fertilità è una questione di salute, non solo privata;
il welfare aziendale può (e deve) evolvere con la società.
Cos’è il social freezing (spiegato in modo semplice)
Il social freezing, o congelamento degli ovociti per motivi non medici, è una procedura che permette di preservare la fertilità femminile nel tempo.
Come funziona
Stimolazione ovarica controllata
Prelievo degli ovociti (oociti)
Vitrificazione, cioè congelamento ultra-rapido a −196°C
Gli ovociti vengono conservati in centri di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) – come quelli presenti anche a Vicenza – e potranno essere utilizzati in futuro.
Quando è consigliato
Dal punto di vista medico, è preferibile effettuare il social freezing prima dei 35 anni, quando la qualità degli ovociti è mediamente più alta.
Perché le aziende stanno guardando al social freezing
I dati parlano chiaro: in Italia si fanno sempre meno figli e sempre più tardi.
Oggi l’età media al primo figlio è intorno ai 32 anni e il numero medio di figli per donna è sceso a 1,18, con un’ulteriore diminuzione stimata nel 2025. (ISTAT 2025)
Questo non è solo un tema demografico, ma anche:
- economico,
- culturale,
- lavorativo.
Inserire il social freezing nel welfare aziendale significa:
- attrarre e trattenere talenti femminili;
- ridurre il gender gap legato alla maternità;
- dimostrare un impegno reale verso l’equità e la salute delle dipendenti.
Diesel e OTB stanno mostrando che un altro modello è possibile.
Non è rinuncia alla maternità, è consapevolezza
È importante chiarirlo: il social freezing non è una rinuncia, ma un posticipo consapevole.
Risponde a esigenze reali:
- assenza di un partner,
- stabilità lavorativa ed economica,
- scelte personali e di vita.
Offrire questa possibilità attraverso il welfare aziendale significa togliere il peso della scelta dalle spalle delle donne, senza forzature e senza giudizi.
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Il ruolo di MeggyCare nella collaborazione con aziende e welfare aziendale
È proprio in questo scenario che si inserisce MeggyCare, come partner strategico per le aziende che vogliono integrare il social freezing all’interno dei propri programmi di welfare aziendale.
MeggyCare collabora con imprese, HR e team welfare per portare il tema della fertilità femminile in modo corretto, scientifico e accessibile, supportando sia le aziende sia le dipendenti lungo tutto il percorso.
In concreto, MeggyCare:
- affianca le aziende nell’introduzione del social freezing come misura di supporto alla genitorialità;
- offre percorsi informativi ed educativi dedicati alle dipendenti;
- accompagna le donne nella valutazione della fertilità, nella scelta dei centri di PMA e durante tutto il percorso di crioconservazione;
- lavora per rendere il social freezing più accessibile, trasparente e sostenibile, anche grazie a modelli integrati di welfare.
La collaborazione tra aziende lungimiranti e realtà come MeggyCare dimostra che il welfare non deve limitarsi a rimborsi o benefit standard, ma può diventare uno strumento reale di empowerment femminile.
Il supporto di MeggyCare nel percorso di social freezing
Affrontare il tema del congelamento degli ovociti significa confrontarsi con decisioni intime, complesse e spesso cariche di emozioni. Per questo, il percorso di social freezing non dovrebbe mai limitarsi a un insieme di esami o procedure mediche, ma prevedere un supporto completo, personalizzato e basato su evidenze scientifiche, come quello offerto da MeggyCare.
MeggyCare accompagna le donne fin dalle prime fasi di informazione, aiutandole a comprendere come funziona la fertilità, quali sono i fattori che influenzano l’età biologica e quali possibilità reali offre il congelamento ovocitario nel loro caso specifico. L’approccio è centrato sulla persona, non sull’età anagrafica o su protocolli standardizzati.
Un aspetto fondamentale è il counselling personalizzato, che permette di interpretare correttamente i risultati degli esami, chiarire dubbi e costruire aspettative realistiche. Questo aiuta a prendere decisioni consapevoli, riducendo ansia e incertezze.
MeggyCare offre inoltre un supporto continuo, sia informativo sia emotivo, aiutando le donne a orientarsi tra scelte riproduttive, tempi personali e benessere psicologico. L’obiettivo non è “convincere” a congelare gli ovociti, ma fornire gli strumenti giusti per scegliere, nel momento più adatto e con piena consapevolezza.
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