Quando iniziare a pensare alla propria fertilità? Come funziona il congelamento degli ovociti? E soprattutto: il social freezing garantisce davvero una gravidanza futura?
Ne abbiamo parlato con Omniclinics, realtà sanitaria specializzata anche in Ginecologia e Medicina della Riproduzione, partner di MeggyCare.
Nata nel 2023, Omniclinics raccoglie oltre vent’anni di esperienza clinica, ricerca e innovazione nell’ambito della salute femminile e della fertilità. Le sue radici risalgono infatti al 2002, con la creazione da parte dell’équipe guidata dal Professor Marco Filicori di un polo sanitario dedicato alla salute della donna.
Con Omniclinics abbiamo parlato di fertilità femminile, preservazione della fertilità e congelamento degli ovociti, partendo dalle domande che più spesso si fanno le donne che stanno valutando questo percorso.
Fertilità: perché è importante informarsi prima di cercare una gravidanza?
Quando si parla di fertilità, spesso si tende a farlo soltanto nel momento in cui nasce il desiderio di avere un figlio. Secondo Omniclinics, però, la salute riproduttiva dovrebbe essere considerata una parte della salute femminile molto prima.
«Spesso si inizia a informarsi sulla propria fertilità soltanto nel momento in cui si cerca una gravidanza e questa tarda ad arrivare. Sarebbe invece importante conoscere prima alcuni concetti fondamentali.»
Tra questi c’è il rapporto tra fertilità femminile ed età: quantità e qualità degli ovociti cambiano fisiologicamente nel corso del tempo.
Questo non significa vivere la fertilità come una corsa contro il tempo. Significa avere informazioni che permettano di fare scelte più consapevoli.
Una valutazione specialistica può aiutare a comprendere meglio la propria situazione riproduttiva e, quando appropriato, a conoscere le possibilità disponibili per la preservazione della fertilità.
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“Sono ancora in tempo?”: una delle domande più frequenti
È una delle prime domande che Omniclinics riceve dalle donne che si avvicinano a un percorso di fertilità o stanno pensando al congelamento degli ovociti.
Seguono dubbi molto concreti:
- Come funziona la stimolazione ovarica?
- Quanto dura il percorso?
- Il pick-up degli ovociti fa male?
- Posso continuare a lavorare e avere una vita normale?
- Quanti ovociti riuscirò a congelare?
- Quali possibilità mi daranno in futuro?
Ma dietro queste domande, racconta il team di Omniclinics, ce n’è spesso un’altra: come posso capire la mia situazione senza sentirmi sotto pressione?
La fertilità femminile è correlata all’età, ma la situazione clinica e riproduttiva è individuale. Per questo l’obiettivo dovrebbe essere trasformare la paura del tempo che passa in conoscenza.
«Avere informazioni sulla propria salute riproduttiva permette di prendere decisioni più serene, qualunque esse siano.»
Social freezing: cos’è e perché una donna può scegliere di congelare gli ovociti
Il social freezing, o crioconservazione degli ovociti per ragioni non strettamente mediche, permette a una donna di congelare i propri ovociti per un eventuale utilizzo futuro.
Le ragioni per cui si può valutare questa possibilità sono diverse.
Una donna potrebbe non sentirsi ancora pronta ad avere un figlio, non aver incontrato il partner con cui costruire un progetto di genitorialità oppure trovarsi in una fase della propria vita in cui condizioni personali o professionali rendono difficile pensare a una gravidanza.
Secondo Omniclinics, il ruolo del medico non è giudicare queste motivazioni, ma fornire informazioni scientificamente corrette e aiutare la persona a comprendere possibilità e limiti del percorso.
La fertilità, infatti, non riguarda soltanto la medicina: si intreccia con relazioni, lavoro, aspettative, tempo e progetto di vita.
Come funziona il congelamento degli ovociti?
Il percorso di crioconservazione degli ovociti viene definito sulla base della situazione individuale della donna.
1. Prima visita e valutazione
Il primo incontro parte dalla storia clinica e riproduttiva. Lo specialista può richiedere esami ormonali e un’ecografia per raccogliere informazioni utili sulla riserva ovarica e valutare il percorso più appropriato.
È importante ricordare che nessun singolo esame può dire con certezza quanto una donna sia “fertile” o prevedere se riuscirà ad avere una gravidanza spontanea.
2. Stimolazione ovarica
Se si decide di procedere, viene impostato un protocollo personalizzato di stimolazione ovarica.
Durante questa fase la crescita dei follicoli viene monitorata attraverso controlli ecografici e, quando previsti, dosaggi ormonali.
3. Pick-up ovocitario
Quando i follicoli hanno raggiunto uno stadio adeguato, si procede al pick-up, cioè il prelievo degli ovociti.
Il prelievo viene eseguito per via transvaginale sotto guida ecografica e in sedazione.
4. Vitrificazione e conservazione
Gli ovociti maturi recuperati vengono vitrificati, una tecnica di congelamento rapido, e conservati in azoto liquido a circa -196 °C per un eventuale utilizzo futuro.
Durante tutto il percorso, sottolinea Omniclinics, è fondamentale che la paziente sappia cosa aspettarsi e abbia aspettative realistiche rispetto ai possibili risultati.
Congelare gli ovociti garantisce una gravidanza futura?
No. Ed è probabilmente uno dei falsi miti più importanti da superare quando si parla di social freezing.
Congelare gli ovociti non significa assicurarsi una futura gravidanza.
La crioconservazione è uno strumento di preservazione della fertilità che può aumentare le possibilità riproduttive future, ma non può garantire che da quegli ovociti si ottenga una gravidanza o la nascita di un bambino.
Le probabilità dipendono da diversi fattori, tra cui l’età della donna al momento del congelamento, il numero di ovociti maturi recuperati e altri elementi clinici individuali.
La vitrificazione consente di conservare gli ovociti raccolti in un determinato momento della vita della donna. Proprio per questo l’età al momento del congelamento è uno degli elementi centrali da discutere con lo specialista.
«Il messaggio corretto non è “congela gli ovociti e non dovrai più preoccuparti”, ma piuttosto: informati per tempo, conosci la tua fertilità e valuta insieme a uno specialista se questa possibilità può avere senso per te.»
Accompagnare una donna significa anche aiutarla a non avere paura
Nel lavoro quotidiano di Omniclinics, uno dei momenti più significativi non coincide necessariamente con l’inizio di un trattamento.
A volte è il momento in cui una donna entra in ambulatorio preoccupata e convinta di dover prendere immediatamente una decisione e ne esce più tranquilla, semplicemente perché ha finalmente compreso meglio la propria situazione e le opzioni disponibili.
«Non sempre il risultato più importante di una consulenza è iniziare un trattamento. A volte è uscire con meno paura e con più strumenti per decidere.»
È un concetto che condividiamo molto anche in MeggyCare: informarsi sulla fertilità non dovrebbe significare creare ansia, ma aumentare la consapevolezza.
Perché dietro parole come follicoli, ovociti, embrioni e percentuali non ci sono soltanto dati clinici. Ci sono persone e progetti di vita.
MeggyCare e Omniclinics: perché nasce la collaborazione
Da una parte, MeggyCare lavora per rendere più accessibili l’informazione, l’orientamento e l’accompagnamento sui temi della fertilità e del social freezing.
Dall’altra, Omniclinics mette a disposizione oltre vent’anni di esperienza nella Medicina della Riproduzione, insieme a competenze cliniche, laboratorio, tecnologie e percorsi personalizzati di preservazione della fertilità.
L’obiettivo condiviso è rendere il percorso più semplice da comprendere e meno dispersivo, aiutando le donne ad arrivare alle proprie decisioni con informazioni affidabili, aspettative realistiche e maggiore consapevolezza.
Perché non dovremmo iniziare a occuparci della nostra fertilità soltanto quando incontriamo una difficoltà.
Possiamo conoscerla prima.
E avere più informazioni significa avere più strumenti per scegliere il nostro futuro.
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Con MeggyCare puoi informarti sul congelamento degli ovuli, conoscere meglio la tua fertilità e confrontarti con specialisti e con una community di donne che stanno vivendo domande simili alle tue.
Il primo passo può essere una call conoscitiva, senza impegno: uno spazio per fare domande, capire come funziona il percorso e valutare se approfondire la tua situazione riproduttiva.
Perché prenderti cura oggi del tuo domani riproduttivo non significa avere già deciso tutto. Significa concederti il diritto di sapere.
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