Social Freezing in Italia: perché sempre più donne scelgono di preservare la fertilità

L’Italia ha sempre meno nascite. Ma le donne italiane non hanno smesso di desiderare la maternità — stanno solo scegliendo quando viverla. Il social freezing, ovvero il congelamento degli ovuli per motivi non medici, è oggi una delle risposte più concrete a questa equazione difficile. In questa guida spieghiamo cos’è, perché sta crescendo in Italia, quanto costa e come puoi iniziare a informarti senza pressioni.

Come raccontato da Startup Italia, MeggyCare sta ridefinendo l’accesso al social freezing in Italia.

Le culle vuote italiane: i numeri che nessuno vuole sentire

Secondo i dati ISTAT, l’Italia è tra i paesi europei con il tasso di natalità più basso. Le donne fanno meno figli rispetto alle generazioni precedenti, e li fanno sempre più tardi. L’età media al primo figlio si avvicina ormai ai 32 anni, e in alcune grandi città supera abbondantemente questa soglia.

Questo non è un segnale di disinteresse per la maternità. È, al contrario, il riflesso di un cambiamento strutturale nel modo in cui le donne italiane vivono la propria vita: più istruite, più inserite nel mercato del lavoro, più consapevoli di sé — e consapevoli che la biologia non sempre si sincronizza con i progetti di vita.

Il problema è che l’orologio biologico funziona a ritmo diverso dalla carriera o dalla relazione giusta. La fertilità femminile inizia a diminuire già dopo i 30 anni, e il calo diventa significativo dopo i 35. Non è un giudizio: è fisiologia.

Cos’è il social freezing (e perché si chiama così)

Il social freezing (detto anche congelamento sociale degli ovuli o preservazione elettiva della fertilità) è la procedura medica che consente a una donna di congelare i propri ovociti in buona salute per utilizzarli in futuro, quando si sentirà pronta per una gravidanza.

Si chiama “sociale” per distinguerlo dal congelamento oncologico, che viene eseguito prima di terapie chemioterapiche o radioterapiche che potrebbero compromettere la fertilità. Nel social freezing, la scelta è volontaria e personale: si congela oggi per proteggere le opzioni di domani.

La tecnica utilizzata è la vitrificazione degli ovociti: un processo di congelamento ultra-rapido che preserva la qualità degli ovuli meglio delle tecniche precedenti. Gli ovociti vitrificati possono essere conservati per anni — in Italia la legge non prevede un limite temporale fisso per la conservazione a scopo non medico — e scongelati quando si decide di utilizzarli.

In sintesi: il social freezing non garantisce una gravidanza futura, ma aumenta concretamente le probabilità di averla, specie se eseguito prima dei 35 anni.

Quanto costa il social freezing in Italia nel 2025

Uno degli aspetti che spaventa di più è il costo. Ed è giusto parlarne con trasparenza.

In Italia, il social freezing costa mediamente tra 4 e 7 mila euro per un ciclo completo. Questa cifra include:

  • Le visite preliminari e gli esami del sangue (tra cui il test AMH, che misura la riserva ovarica)
  • La stimolazione ormonale (iniezioni quotidiane per circa 10–12 giorni)
  • Il monitoraggio ecografico durante la stimolazione
  • Il prelievo degli ovociti in day hospital (in sedazione)
  • La vitrificazione e il primo anno di conservazione
  • Le visite di follow-up

A questi si aggiungono i costi annuali di conservazione, generalmente tra 300 e 600 euro all’anno a seconda della clinica.

È importante sapere che in Italia il social freezing non è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale se eseguito per motivi non medici. Esistono però alcune eccezioni e novità interessanti:

Il bonus social freezing della Regione Puglia

La Regione Puglia ha introdotto un contributo pubblico fino a 3.000 euro per le donne che scelgono il social freezing, come misura per contrastare il calo demografico e sostenere la libertà riproduttiva femminile. È il primo esempio in Italia di sostegno pubblico a questa procedura, e potrebbe fare da apripista per altre regioni.

Il welfare aziendale per la fertilità

In Italia e nel mondo, alcune aziende stanno iniziando a includere il social freezing tra i benefit aziendali. Negli Stati Uniti, colossi come Google e Facebook lo offrono da anni alle dipendenti. In Italia, OTB Group (la holding di Renzo Rosso) ha lanciato un’iniziativa di welfare sulla salute riproduttiva che include l’accesso al congelamento degli ovuli. Il programma MeggyCare Business si muove in questa direzione: supportare le aziende che vogliono offrire questo benefit alle proprie dipendenti.

Il test AMH: il primo passo che molte donne non sanno di poter fare

Prima ancora di pensare al social freezing, c’è uno strumento semplice e prezioso che ogni donna dovrebbe conoscere: il test AMH (ormone anti-Mülleriano).

È un semplice esame del sangue che misura la riserva ovarica, ovvero quanti ovociti hai ancora a disposizione. Non richiede un momento specifico del ciclo mestruale e si prenota in qualsiasi laboratorio analisi.

Sapere il tuo valore di AMH ti dà una fotografia realistica della tua situazione attuale. Non è una sentenza: è uno strumento. Un valore basso non significa che non puoi fare il social freezing — anzi, in molti casi è proprio la ragione per agire prima.

Scopri la tua situazione con la valutazione della fertilità di MeggyCare.

Come nasce MeggyCare: tre donne di Padova contro il tabù dell’orologio biologico

Dietro MeggyCare ci sono Fanny Nardi, Lara Ranzato e Francesca Bosio, tre imprenditrici padovane che hanno deciso di affrontare un tema ancora considerato tabù in Italia: la fertilità femminile come scelta consapevole, non come emergenza.

Il nome MeggyCare nasce dall’unione di my eggs (le mie uova) e care (cura). Un manifesto nel nome.

Come riportato da Startup Italia, il progetto ha raccolto 250.000 euro in un primo round di investimento con LifeGate e AzzurroDigitale, ed è oggi riconosciuta come startup innovativa e società benefit.

Il modello è semplice e pensato per abbattere le barriere: gratuito per le donne, con ricavi che arrivano dalle cliniche partner selezionate in tutta Italia. Le Megger — le consulenti di MeggyCare — accompagnano ogni donna nel percorso: dalla prima curiosità alla scelta della clinica, passando per tutti i dubbi pratici, emotivi e logistici.

MeggyCare non è una clinica. Non vende un percorso medico. È una guida fidata in un mondo spesso confuso e commerciale.

Domande frequenti sul social freezing in Italia

Quanto costa il social freezing in Italia?

Il social freezing in Italia costa mediamente tra 4.000 e 7.000 euro per un ciclo completo, incluse le visite, la stimolazione ormonale, il prelievo degli ovociti, la vitrificazione e il primo anno di conservazione. A questi si aggiungono i costi annuali di conservazione (300–600 euro/anno). Non è attualmente rimborsato dal SSN per motivi non medici, salvo specifici programmi regionali come il bonus della Regione Puglia.

A che età è meglio fare il social freezing?

L’età ideale per il social freezing è tra i 25 e i 35 anni, quando la qualità e la quantità degli ovociti sono ottimali. Dopo i 35 anni la riserva ovarica diminuisce progressivamente e la qualità degli ovuli può ridursi. Tuttavia, anche dopo i 35 anni il social freezing è possibile: la valutazione individuale della riserva ovarica (tramite test AMH) è il punto di partenza per capire la propria situazione specifica.

Posso fare il social freezing se sono single in Italia?

Sì. In Italia la legge permette alle donne single di sottoporsi al social freezing. La procedura è legale per motivi non medici e non richiede la presenza di un partner. MeggyCare supporta anche le donne che affrontano questo percorso da sole, con consulenti dedicate e un approccio privo di giudizio.

Il social freezing garantisce una gravidanza futura?

No. Il social freezing aumenta le probabilità di una gravidanza futura, ma non la garantisce. Il tasso di successo dipende da diversi fattori: l’età al momento del congelamento, il numero e la qualità degli ovociti conservati, la risposta alla stimolazione ormonale e le condizioni di salute al momento dell’utilizzo. In media, congelare almeno 10–15 ovociti sotto i 35 anni offre buone probabilità di successo.

In sintesi

  • Il social freezing è la procedura che consente di congelare gli ovuli oggi per usarli in futuro: è legale in Italia e accessibile anche alle donne single.
  • Il costo in Italia varia tra 4.000 e 7.000 euro per ciclo completo; non è rimborsato dal SSN salvo programmi specifici (es. bonus Puglia fino a 3.000€).
  • L’età ideale è tra 25 e 35 anni, ma la valutazione individuale tramite test AMH è il vero punto di partenza.
  • Il welfare aziendale per la fertilità è in crescita in Italia, con aziende che iniziano a offrire questo benefit alle dipendenti.
  • MeggyCare è la prima community italiana dedicata al social freezing: gratuita per le donne, con consulenti (le Megger) che guidano ogni passo del percorso.

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